Ravenna

Fondata forse dai Tessali già nell’VIII sec. a. C., è una delle città culturalmente più ricche della penisola in cui si fondono la grandiosa eredità bizantina, la severa maestosità medievale e la raffinata impronta veneziana, a testimonianza di quel passato glorioso che la vide il maggior centro politico e culturale dell’Occidente nel periodo della civiltà latina e, nel corso dei secoli, ben tre volte capitale: dell’Impero Romano di Occidente, di Teodorico re dei Goti e dell’Impero di Bisanzio in Europa. Passeggiare alla scoperta di Ravenna è affascinante come perdersi nella contemplazione di un’antica pergamena scritta più volte durante i secoli, tra basiliche e battisteri che custodiscono il più ricco patrimonio di mosaici dell’umanità e l’ incantevole luce della decorazione pavimentale della ‘Domus dei tappeti di pietra’ che si fonde con il calore dell’argilla dei mattoni degli edifici e della terra di Siena delle tegole curve del cuore del centro.

Più popolosa della Romagna e secondo comune in Italia per superficie, la città che ospita le spoglie di Dante offre un itinerario d’arte e cultura ampio e diversificato: dal Mausoleo di Galla Placida (dalla pianta a croce greca, fatto costruire intorno al 425) alla Basilica di San Vitale (consacrata nel 548 è il più illustre esempio in Italia di architettura bizantina), al Battistero Neoniano (che da 15 secoli custodisce il mosaico circolare dei dodici apostoli), al Mausoleo di Teodorico (con la sua cupola scavata in un monolito di calcare), fino alle opere musive del periodo fascista.

Divisa tra il fascino dei monumenti cittadini e tappe curiose come quella nella Pinacoteca Comunale alla scoperta della scultura sepolcrale in marmo del Cavaliere Guidarello Guidarelli cui venne attribuito il potere di far sposare entro l’anno la donna che ne avesse baciato il volto, Ravenna è a tutti gli effetti uno scrigno di rare e immortali bellezze, da vivere anche lasciandosi conquistare dalla magia della Pineta di Classe, da un barattolo di fichi caramellati da mangiare assieme allo squaquarone o da una passeggiata tra le bancarelle del mercatino dell’antiquariato.

 

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Lecce

Sorta nei pressi del municipio romano di Lupiae, ebbe grande incremento soprattutto nell’età di Marco Aurelio. Saccheggiata due volte durante la guerra greco-gotica decadde in età Longobarda. Disputata per secoli tra Bizantini, Longobardi e Arabi, dalla morte di Ottone II rimase in possesso dei Bizantini che ne fecero un centro notevole di vita culturale e religiosa greca. Raggiunse il massimo splendore economico nel 15°sec.

Interposta tra le Murge e le Serre proprio al centro della penisola salentina, ha pianta trapezoidale, con vie strette e tortuose nel nucleo urbano antico, più larghe e dritte nei nuovi rioni sorti fuori dalla cerchia delle mura. La città deve il suo aspetto caratteristico alle numerose costruzioni barocche, di uno stile particolare e assai pittoresco, in ‘pietra leccese’, un calcare marnoso di grana fine, tenera al taglio e di facile lavorazione.

Vivace e sontuosa capitale del Barocco, l”Atene delle Puglie’ dall’anima esuberante trasuda arte e cultura a ogni angolo, con il centro costituito dalla Piazza S.Oronzo, dominata dalla statua del patrono, dove si trovano la chiesa di S.Maria delle Grazie e il Palazzo del Seggio e la Piazza del Duomo (unica piazza chiusa del centro sud), sulla quale si affacciano la cattedrale a due facciate, il Palazzo Vescovile con il loggiato ad archi e l’edificio del Seminario.

Indiscussa protagonista dello scenario urbano del centro storico, nonché emblema della città, è la Basilica di Santa Croce (sorta nel XVI secolo laddove era il quartiere ebraico), punta estrema del Barocco leccese e di forte impatto estetico, uno tra i più alti esempi della creatività umana insieme all’attiguo Convento dei Celestini.

Tra i numerosi e eventi offerti durante tutto l’anno, imperdibili sono la stagione lirica al teatro Politeama Greco, il Festival delle culture migranti, che si conclude ogni anno con il Festival della Notte della Taranta e la Fiera di S.Lucia, una mostra di presepi e pupi che si tiene nel chiostro dell’ex convento dei Teatini.

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Mantova

Sorta in quell’ultimo lembo di Lombardia immerso in una pianura fertile e difesa su tre lati dai bacini formati dal fiume Mincio, Mantova è un vero e proprio libro aperto sulla storia che dagli Etruschi a Matilde di Canossa passando dai Gonzaga a Napoleone Bonaparte si mostra come un capolavoro dell’homo faber dove ogni cosa pare plasmata dagli uomini che l’hanno abitata. Sviluppatasi su quattro piazze principali (Piazza Sordello, Piazza Broletto, Piazza delle Erbe e Piazza Mantegna) è un’eccezionale concentrazione di monumenti e splendidi palazzi in uno spazio ridotto; un’isola rinascimentale centro della vita mantovana e luogo d’incontro per eccellenza che offre non solo arte ma anche buona tavola e letteratura. Testimone, nel corso dei secoli, di trionfi, rovesci, fasto, piacere ma anche dolore e sopraffazione, raggiunse il suo massimo splendore in età comunale soprattutto durante la dominazione dei Gonzaga (signori della città dal 1328 al 1707), il cui simbolo è Palazzo Ducale: complesso monumentale di 35.000 mq composto di tre nuclei (Corte Vecchia, Castello di S.Giorgio, Corte Nuova), situato tra Piazza Sordello e il Lago Inferiore e strutturato come una cittadella di edifici collegati da corridoi, grandiose gallerie, cortili e giardini interni. Fulcro di questa vera e propria reggia-città è la Camera degli Sposi, una piccola stanza chiusa in una torre trecentesca e accessibile dopo un percorso labirintico.

Nato come villa di piacere ad usum di Federico II Gonzaga e della sua amante Isabella Boschetti c’è poi Palazzo Te, superba opera d’arte ricca di affreschi sensuali e seducenti e apparati decorativi grandiosi in ogni sua sala.

Difficile ignorare poi il fascino dell’acqua che circonda la città, da scoprire imbarcandosi su una motonave che dal Porto di Mantova risale sino alle chiuse di Governolo, dove il Mincio si getta nel Po, respirando quella dolce e suggestiva atmosfera padana fatta di fauna e paesaggi davvero emozionanti.

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