Genova

Compare nella storia nel 218 a.C., quando vi sbarcò Publio Cornelio Scipione per fronteggiare l’invasione di Annibale nella Valle Padana; nel 205 fu distrutta dai Cartaginesi per essere stata fedele ai Romani di cui poi divenne municipio. Sede vescovile venne conquistata nel corso della guerra greco-gotica da Belisario e rimase a lungo bizantina, anche dopo l’invasione longobarda. Nel 641 se ne impadronì Rotari e nel successivo periodo longobardo la città riacquistò lentamente la sua importanza marittima. In età carolingia fu sede di contea e si segnalò nella lotta contro i pirati saraceni. Tra i secoli XI e XIII venne fondata la Compagna Communis, che legava in un organismo istituzionale le associazioni di cittadini sorte a sostegno delle attività marittime e, con le vittorie su Pisa e Venezia, Genova divenne la prima potenza marinara sul Mediterraneo.

Tra il 1339 ed il 1797 fu Repubblica indipendente retta da dogi, ma le lotte tra le famiglie rivali fecero sì che la città passasse sotto il dominio francese e milanese, quindi sotto l’influenza spagnola fino a diventare, con Napoleone, Repubblica Ligure.

Bella e riservata, secondo alcuni deve il suo nome a Giano, il dio bifronte, a cui pare fosse dedicato un tempio in questa zona.

‘Dama bifronte’, quindi, da un lato allegra ed opulenta nello splendore di Palazzo Spinola, Palazzo Doria, Palazzo Reale e dall’altro inquieta ed operosa con il suo brulicante centro storico e il suo antico cuore finanziario impresso nella Loggia dei Mercanti di Piazza Bianchi. Una città con due anime contrapposte che da Palazzo San Giorgio (edificato nel 1260 come Palazzo Comunale e in cui nel 1298 Marco Polo, prigioniero, dettò il Milione a Rustichello da Pisa) a Piazza San Lorenzo, dominata dalla mole della omonima cattedrale, ai caratteristici portici di Sottoripa, alle nuove architetture del Porto Antico lungo, svelano un itinerario che non smette mai di stupire.

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